La pasta in Turchia


Sabato, a Gastro Istanbul, gli esperti della scuola internazionale di cucina italiana Alma hanno lungamente intrattenuto gli ospiti sul tema – d’importanza cruciale – dell’identificazione dei prodotti italiani e delle imitazioni più o meno pietose che si trovano in giro per il mondo: ne ho parlato qui.

La chiusura del Carrefour vicino casa mia – mio supermercato storico di riferimento – proprio in questi giorni mi ha spinto a cercare nuove soluzioni alimentari: vergognosamente caro il Macro, inspiegabilmente caro un supermercato di quartiere, troppo lontano il Migros più vicino, scarsamente fornito il Dia, di ritorno dalla palestra oggi pomeriggio ho puntato decisamente sull’hard discount Bim, alla ricerca di beni di prima necessità e di qualche genere riconfortante per il post allenamento. Mi sono imbattuto in scatoloni di “Pasta veneta”: e in perfetto italiano erano scritti anche “rigatoni”, “penne rigate”, “farfalle”; memore di quanto ascoltato a Gastro Istanbul, ho voluto verificare: sorpresa (ma non più di tanto), questa pasta di italiano o di veneto ha solo il nome! Io però l’ho comprata lo stesso, una lira per ogni confezione da 500 grammi: staremo a vedere com’è…

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4 risposte a La pasta in Turchia

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  2. danielevangelista ha detto:

    Caro blogger,

    se ti capitasse di passare nel mio ristorante “Peperoncino” ad Ankara ti mostrerei quanto sia piu giusto e corretto mangiare una pasta fatta a mano con gli ingredienti acquistati nel luogo dove si vive e creata con la superba manifattura italiana, in quanto una pasta in scatola dove per farla si é acquistato probabilmente un grano americano, non solo non é giusto ma anche poco etico dato che non viene riportato sulla scatola. Senza contare che spesso nessuno pensa a come quella scatola sia arrivata sullo scaffale del bancone, ci sentiamo tutti ecologici quando sentiamo quanto sarebbe bello un mondo piu’ pulito ma il primo ad essere resposabile dell’inquinamento é proprio il consumatore o meglio l’acquirente di quei prodotti. Quindi ritengo che la pasta che faccio io a mano sia piu’ italiana di quelle compagnie anche blasonate che la esportano in tutto il mondo. La cucina é passione e la passione é amore.

    Daniel Evangelista
    Chef proprietario del Ristorante İtaliano Peperoncino.

  3. Kevin ha detto:

    Meglio la pasta di marca Italiana (ma fatta in Turchia, Ba…la) la compri online su http://www.sanalmarket.com.tr/ e gli addetti di Migros ti consegnano la spesa a casa.

  4. nikitesoroni ha detto:

    Sono curiosa di leggere cosa dici di questa pasta pseudo italiana. Qui in Spagna l’unica non italiana accettabile è quella del Carrefour e manco tutta, solo gli spaghetti. Non so come mai ma penne, fusilli e rigatoni sono una tragedia.

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