Istanbul, Europa: Manifestazioni vietate per un anno a piazza Taksim


0_21_050109_may_day01Piazza Taksim e Istiklal caddesi sono quotidianamente percorse da centinaia di migliaia di istanbulioti e da turisti in numero sempre crescente: in virtù di una decisione del governatore di Istanbul, per un anno non rischieranno più di essere coinvolti – com’è accaduto nelle scorse settimane, ad esempio il 1° maggio – in manifestazioni politiche che si trasformano in scontri con la polizia. Le conseguenze: spavento, lacrime (per i lacrimogeni), qualche manganellata.

Posto meno adatto per i cortei non può esserci

[…]

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27 risposte a Istanbul, Europa: Manifestazioni vietate per un anno a piazza Taksim

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  2. enis ilkin ha detto:

    Ma chi se ne frega…..

  3. Filippo M. ha detto:

    Ma che bel modo di minimizzare quello che sta succedendo a Gezi Park e giustificare l’operato della polizia. Eh, sì, da queste parti si fa così… vuoi vedere che anche Giuseppe Mancini ha dei pregiudizi sulla cultura turca?
    Comunque, se ancora non lo sei, l’AKP dovrebbe assumerti come -abilissimo- portavoce!
    Buon per tutte le persone che potranno continuare “lo shopping e il passeggio spensierato”, esattamente quello che il partito di governo vuole: cittadini che smettono di pensare ma non di spendere e appoggiare il governo.
    Bello che avranno nel nuovo centro commerciale che sorgerà al posto di Gezi Park un’alternativa in più! Bello che Giuseppe Mancini taccia delle bugie pronunciate solo pochi mesi fa da Erdoğan sul medesimo progetto, cioè che avrebbe dovuto inglobare non distruggere gli alberi, che avrebbe dovuto essere un centro culturale, ecc..

  4. michela ha detto:

    Giuseppe, in effetti pensi che questo divieto sia opportuno e motivato unicamente dai lavori in pza Taksim?
    Come ti ho scritto in un altro post, non ho alcuna preclusione ideologica verso il governo AKP,anzi, penso ve ne siano stati e ve ne siano di ingiustificati.
    Però, partendo da questa base, Erdogan inizia a non convincermi più, forse i tempi sono maturi per un avvicendamento democratico…o no?

  5. riccardo ha detto:

    Io credo che ogni manifestazione con fini non violenti(a volte lo diventa per la polizia che dovrebbe invece garantire l’ordine sia in Italia sia in Turchia)meriti rispetto e la libertà di espressione.Conosco Istanbul e anche se capisco poco il turco mi sono unito a molte manifestazioni sul istiklal caddesi che si sono sciolte senza problemi a Taksim.Perchè manifestare lì?per fare conoscere la proprie cause a chi non le conosce.Ho imparato molto da molte manifestazioni.Morale:sia simbolicamente sia culturalmente Istiklal è il posto migliore di Istanbul per perorare le proprie cause.
    LEggo molto spesso il tuo blog perchè sono innamorato della Turchia e l’ho sempre trovato molto interessante soprattutto in confronto a quello che arriva in Italia(vedi appunto MArta Ottaviani)però,piccola critica,noto da parte tua una certa rigidezza nel’affrontare delle critiche che credo siano condivisibili sull’operato del governo turco.Criticare come manifestare è sintomo di disagio ma anche di ricerca di dialogo e di attenzione che sono alla base di una democrazia per quanto riguarda un governo e di rispetto per quanto riguarda le persone.
    Massimo rispetto e attenzione a te,continuerò a leggerti ma questa cosa proprio me la sentivo di dirtela
    ciao
    Riccardo

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      il problema secondo me – che non riguarda la Turchia, ma qualsiasi paese – e’ il seguente: perche’ qualcuno, per far conoscere le PROPRIE cause, deve creare disagio a chi quelle cause non le condivide (o verso le quali mostra indifferenza)?

      sottolineo: sto facendo un discorso generale, non sto parlando necessariamente di Turchia; anzi, ho in mente soprattutto l’Italia: dove un certo movimentismo antagonista tiene in scacco da decenni le grandi opere, il nucleare etc etc (per non parlare di spazi pubblici ‘occupati’ e quant’altro).

      e sono invece convinto che critiche e dissenso vadano espressi in altro modo: fondando partiti, presentandosi alle elezioni per ottenere il consenso del corpo elettorale (in Turchia, tra l’altro, ci si puo’ presentare anche da indipendenti, come singoli individui)

      • riccardo ha detto:

        un governo dovrebbe garantire tutti anche le singole persone.il discorso del disagio causato ha senso,ma non si può arrivare a fondare un partito per proteggere i diritti fondamentali o in questo caso imporre un centro commerciale in una delle poche zone verdi di IStanbul.Il discorso in Italia è simile.Sul nucleare però ti ricordo che è stato fatto un referendum che non credo sia stato votato solo dagli antagonisti.Parlando del nostro paese di sicuro a volte gli interessi economici vanno al di là del buonsenso….è così necessaria l’alta velocità se poi i treni regionali utilizzati da pendolari non sono mai puntuali?il ponte sullo stretto aveva senso se la Salerno-Reggio è un colabrodo?certo se si ragiona in questa maniera non si fa molto però ripeto se si antepone l’interesse di lobby(che finanziano partiti…questo è il problema)al buonsenso non si può dire di essere in democrazia

        • Istanbul, Avrupa ha detto:

          un referendum – quello sul nucleare – organizzato sull’onda emozionale del disastro di Chernobyl.

          poi, sul discorso ‘grandi opere’ hai ragione: e infatti, apprezzo il piano infrastrutturale turco proprio perche’ agisce simultaneamente sulle grandi distanze (autotrade, porti, aeroporti, alta velocita’), sui collegamenti interni di ogni tipo, sui collegamenti urbani

          • cate ha detto:

            I referendum perchè sono 2. Sono stati ambedue organizzati prima dei due disastri nucleari… poi forse gli italiani portano sfiga ma non dica che è stato organizzato sull’onda emozionale di chernobyl.

      • zeno ha detto:

        Una democrazia non esprime assolutamente tutte le sue idee politiche con la forma partitica! Ma ti rendi conto di quello che dici?
        Se a Milano mi impedissero di andare a celebrare il corteo per le vittime di Piazza Fontana in Piazza Fontana metterei su un bel casino e avrei ragione. In tutto il mondo si manifesta in centro perchè li ci sono i palazzi del potere, perchè ci sono luoghi legati a una memoria oppure sono simbolici.
        Un corteo o una qualsiasi manifestazione è per forza una azione di una minoranza ma sembra che tu faccia il calcolo: democrazia = dittatura della maggioranza e non (anche) rispetto delle minoranze. La democrazia si manda avanti oltre che coi partiti con la cittadinanza attiva, il lavoro intellettuale, la stampa, le manifestazioni ecc. ecc. Ma come fai a scrivere certe cose??
        Scrivi anche certe cose con un tempismo meraviglioso.. ieri a Istanbul sono successe cose cilene a dir poco. Morti ammazzati, ciechi, una donna che ha abortito, feriti e arresti per una manifestazione ecologista..
        La polizia si è dimostrata veramente autoritaria dimostrando molto chiaramente come la Turchia sia ancora ben distante dall’essere una democrazia funzionante.

  6. mirkhond ha detto:

    “un certo movimentismo antagonista tiene in scacco da decenni le grandi opere, il nucleare”

    Forse perché non vi sono altri modi per farsi ascoltare dai prepotenti di potere che vogliono tumorificare la Val di Susa…
    Naturalmente, sto parlando dell’Italia…

  7. Gino A. ha detto:

    Da quel che sto seguendo (tramite Facebook, Twitter) sembra sia in atto una mattanza ben pesante.
    Puoi darci più informazioni?

  8. mirkhond ha detto:

    “un referendum – quello sul nucleare – organizzato sull’onda emozionale del disastro di Chernobyl”

    Tipico ragionamento di chi non ha avuto la propria famiglia DISTRUTTA dal cancro….

  9. mirkhond ha detto:

    Inoltre, si dimentica il PIU’ RECENTE disastro di Fukushima…
    Se il benessere porta al cancro, preferisco essere povero in una civiltà PREindustriale…

  10. Tizianai ha detto:

    Io non capisco, Sig. Mancini, quando i turchi votano in massa per l’Akp appresentano la piú alta espressione di democrazia e quando gli italiani votano per un referendum, lo fanno sull’onda di un’emozione? Mi sembra che il suo concetto di democrazia cambi a seconda del risultato…

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      e’ un dato di fatto che quel referendum e’ stato approvato subito dopo il disastro di Chernobyl (io tra l’altro sono nato e vissuto a 5 chilometri dalla centrale nucleare di Borgo Sabotino, a Latina)… o no?

      • riccardo ha detto:

        beh certo che questo ha influenzato il voto ma Fukushima più di Chernobyl ha dimostrato,visto che i giapponesi sono molto avanti con la tecnologia nucleare,che il nucleare non è ancora sicuro.i disastri ci hanno aperto gli occhi credo e poi diciamocela tutta…..visto come vengono gestiti e soprattutto da chi i rifiuti normali in italia cosa potremmo aspettarci dalla gestione di scorie nucleari?

  11. Stefano ha detto:

    Non avevo dubbi radiosarva dell’AKP… è penoso per la categoria definirti giornalista se ne sbatta altamente di proteste democratiche e al 99% pacifiche! Mentre l’unica cosa violenta è la repressione di un Putin in salsa islamica che sta rivelando sempre più il suo gusto per l’autoritarismo e l’islamismo più becero.
    Davanti a questa deriva tutte le soluzioni sono buone pur di liberarsi di questo Putin ottomano… e personalmente la cosa che mi fa più schifo di questo blog è la tua disonestà intellettuale e il fatto che alcuni media italiani ancora ti prendano sul serio.

  12. Tizianai ha detto:

    Non riesco a trovare un blog sereno sulla Turchia. Meno male che a me basta affacciarmi alla finestra per farmi qualche idea. Questa mattina, per esempio, ho assistito ad un gruppo di polizziotti che sotto casa mia (io abito in una stradina secondaria del quartiere di Besiktas, a circa 2 km da Taksim), sparavano lacrimogeni senza nessun motivo su una strada praticamente deserta con intento evidentemente intimidatorio. Dopo qualche ora ho assistito (e partecipato) alla protesta degli abitanti del quartiere che, “armati” di pentole e mestoli si oppongono ad un autoritarismo che diventa sempre piú arrogante. Sono una minoranza? Possibile, ma é proprio il rispetto e l’ascolto delle minoranze che rende una democrazia degna di questo nome.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      purtroppo, nell’immaginario collettivo si e’ affermato il nesso polizia=autoritarismo. certo, la qualita’ della democrazia in Turchia non e’ particolarmente elevata: ma autoritario e’ il regime che esisteva prima e che – fortunatamente – grazie alle riforme democratiche degli ultimi 10 anni non esiste piu’…

      • Stefano ha detto:

        cvd. la cosa più penosa è la tua disonestà intellettuale e il fatto che alcuni media italiani ancora ti prendano sul serio.

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