Dal parco Gezi alla politica nei parchi


Le proteste del parco Gezi e di piazza Taksim – esaurita la fase del sit-in e degli scontri – hanno assunto forme e prospettive di più diretta rilevanza politica. Dopo il secondo sgombro di due settimane fa e qualche giorno di violenze, quella che è stata ribattezzata “generazione Y” ha cominciato a progettare il futuro: trasformando in Gezi – assemblee, ma solo serali – più di trenta spazi verdi in tutta la città; l’obiettivo: passare dalla fase della “resistenza” a quella dell’elaborazione.

Il parco di Abbasağa, vicino al mercato di Beşiktaş, si è rivelato da subito quello più partecipato e dinamico: anche in virtù dell’esistenza di un piccolo anfiteatro, normalmente utilizzato per spettacoli teatrali. Partecipazione, ma anche semplice curiosità: voglia di esserci, di capire cosa potrebbe accadere. Dopo qualche serata preparatoria in cui raccogliere idee e proposte, venerdì scorso si è tenuto un incontro per fare il punto e decidere come incanalare le energie. I partecipanti, circa mille: in prevalenza studenti, anche perché la zona ospita alcune università; ma non mancavano sempre giovani professionisti (soprattutto dell’industria creativa), rappresentati del tifo organizzato della locale squadra – riconoscibili per sciarpe e felpe – o militanti storici della sinistra. E poi giornalisti e fotografi, anche stranieri: oltre a una troupe auto-gestita per registrare e trasmettere via web.

Alle 9 in punto, i primi slogan per neanche un minuto: «il parco Gezi è dappertutto, la resistenza è dappertutto» e «solidarietà contro il fascismo». Ma niente schiamazzi o rumori molesti, «non diamo fastidio alla gente del quartiere» ha raccomandato uno dei coordinatori/portavoce: che soprattutto ai neofiti ha ricordato i segni – appositamente codificati – per applaudire, per esprimere dissenso, per invitare a concludere interventi troppo lunghi solo muovendo le mani. Anzi, qualcuno degli adulti – con discrezione perentoria – ha richiamato e invitato giovani provvisti di bottiglie di birra ad andarsele a bere fuori, cioè al riparo da telecamere e macchine fotografiche: «altrimenti ci fanno passare per ubriaconi, à già successo»; mentre altri facevano girare biscotti e altri dolci: spirito di condivisione.

[…]

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2 risposte a Dal parco Gezi alla politica nei parchi

  1. Peucezio ha detto:

    Mah, ‘sti manifestanti mi piacciono sempre meno…

  2. Pingback: Dal parco Gezi alla politica nei parchi - Istanbul Avrupa - Webpedia

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