Gli italiani di Istanbul e la protesta di piazza Taksim (06)


Come ho già raccontato, gli italiani che vivono a Istanbul hanno massicciamente appoggiato le proteste del parco Gezi e di piazza Taksim: sbandierando velleità barricadere (ideologicamente orientate verso l’estrema sinistra), contribuendo purtroppo a disinformare l’opinione pubblica italiana attraverso la trita retorica dei “buoni” contro i “cattivi” (che nella loro visione del mondo, sono necessariamente “fascisti”).

Ecco un altro esempio:

Se all’opinione pubblica è stato proibito di manifestare, è probabile che presto esempi alternativi di resistenza prenderanno a diffondersi. Il popolo turco in questi 18 giorni di occupazione è rimasto sorpreso di se stesso e secondo le previsioni di alcuni siamo solo all’inizio del risveglio.

Ma a chi è che è stato proibito “manifestare”? In realtà, le assemblee serali nei parchi di Istanbul non sono state affatto proibite: ma un conto è usufruire temporaneamente di uno spazio pubblico, un altro è prenderne praticamente possesso in modo permanente ed esclusivo come fatto al parco Gezi, bloccare completamente una piazza al centro della città – marcando il territorio coi propri simboli politici – come è stato fatto per qualche giorno a Taksim, o addirittura erigere barricate e prodursi in azioni di guerriglia urbana.

Anche la retorica del “popolo turco che si risveglia” è pesantemente fuorviante: perché confonde una piccola parte col tutto, perché in sostanza considera non degno di esistere chi non la pensa come i manifestanti – che tra l’altro hanno agende politiche variegate e conflittuali – e chi li ha appoggiati.

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3 risposte a Gli italiani di Istanbul e la protesta di piazza Taksim (06)

  1. Pingback: Gli italiani di Istanbul e la protesta di piazza Taksim (06) - Istanbul Avrupa - Webpedia

  2. Akhenaton ha detto:

    Ma questi italiani,se ci stanno tanto male in Turchia visto il governo da loro definito fascista,perché non se ne tornano a casetta loro?

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      penso che la maggior parte di loro sia qui per motivi di lavoro: piu’ per obbligo/opportunita’ che per scelta di vita. quindi magari godono di condizioni di vita eccellenti: poi la “resistenza” contro il governo diventa sostanzialmente uno sfogo (altri sono comunque profondamente influenzanti da congiunti turchi)

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