Erdoğan, l’Egitto e il profeta Yusuf


La situazione egiziana ormai fuori controllo ha reso estremamente – ed eccessivamente – battagliera la posizione del premier Erdoğan: se l’è presa all’inizio soprattutto con USA ed Ue, colpevoli di equilibrismo verbale per non riconoscere il colpo di stato militare in Egitto per quello che è; e ieri si invece concentrato su Israele, che il golpe l’avrebbe secondo lui ispirato (ipotesi di certo né ‘anti-semita’ né lunatica), e soprattutto sull’Arabia saudita e sugli altri paesi del golfo Persico, che stanno foraggiando – alla luce del sole, peraltro – il nuovo regime: ha paragonato questi stati al profeta Yusuf/Giuseppe, gettato in pozzo – e poi venduto a dei mercanti – dai suo stessi fratelli.

Erdoğan ha probabilmente ragione: ma questa posizione estremamente rigida non rischia di danneggiare – ireparabilmente – la politica estera della Turchia nella regione (rapporti con gli stati arabi e con il Consiglio di cooperazione del golfo)? Anche la crescita economica potrebbe risentirne, in virtù degli investimenti – indispensabili per ripianare il disavanzo delle partite correnti – che da laggiù arrivano.

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4 risposte a Erdoğan, l’Egitto e il profeta Yusuf

  1. massimo ha detto:

    non è impossibile che presto qualcuno cercherà di riprovare a rovesciare Recep Tayyip con la piazza….e con i media !

  2. Igino ha detto:

    Solo un idiota non capirebbe che il medio oriente per le potenze occidentali va mantenuto instabile e sempre in guerra. Non ci meraviglieremmo se già domani si cominciasse a manifestare ‘spontaneamente’ anche in Azerbaijan.

  3. finalmente commenti razionali,grazie

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