Donne a Istanbul (di Anna Fant)


Prima di partire ho letto che in alcuni bar/locali non sono ammesse le donne. Un giorno, in periferia, ero incerta se entrare o no in un bar dove c’erano solo vecchietti musulmani: proprio di fronte ad una piccola moschea di quartiere. Il barista ci ha fatto segno di entrare; dopo che gli ho chiesto del bagno, mi ha accompagnata in quelli della moschea di fronte (nel suo bar non c’era): ha pagato lui 50 cent di lira per me e mi ha addirittura teso l’asciugamano per le mani! Ritornati al suo bar, non ha assolutamente voluto i soldi.

Io ero in pantaloncini e canottiera: e per tutto il quartiere non ho visto un’altra donna vestita “all’europea”; le donne che si stavano lavando i piedi prima di entrare in moschea mi hanno sorriso e salutata (e non guardata male, come in tanti potrebbero pensare…).

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5 risposte a Donne a Istanbul (di Anna Fant)

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  2. Sasà ha detto:

    Li credi sciocchi ? Il problema non sei tu, puoi anche andare nuda, il problema è il comportamento delle loro donne. Solo chi li conosce ed ha vissuto con loro può rendersi conto di quello che sto dicendo. Per “loro” tu” semplicemente non esisti.

  3. Akhenaton ha detto:

    Penso parli dei musulmani in genere

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