Investire per la crescita


Istanbul – La Turchia celebra il kurban, i quattro giorni – nove, col ponte – della festa del sacrificio. Indispettite per la sua pubblicazione in una data ritenuta irrispettosa, il 16 ottobre e secondo giorno del bayram, le autorità di Ankara hanno preferito non commentare il rapporto della Commissione europea sullo stato di avanzamento dei negoziati di adesione con la Turchia e gli altri Paesi candidati. Perfino Egemen Bağış, ministro loquace e battagliero per gli affari europei, ha resistito alla tentazione davanti a una platea potenzialmente molto ricettiva: l’Assemblea plenaria di Eurochambres, l’Associazione europea della camere di commercio e dell’industria, che a Istanbul – il 16 e il 17 – ha tenuto il suo annuale forum economico. Il tema: “investire per la crescita”.

Eurochambres ha sede a Bruxelles, è un’organismo pienamente europeo ed europeista: crede nell’Europa come motore della crescita; raggruppa oltre 2000 camere locali, regionali e binazionali in 45 paesi, dell’Ue e non: anche la Turchia ne è quindi membro a pieno titolo. Per il 2013, il presidente è stato l’italiano Alessandro Barberis della camera di commercio di Torino e uno dei vice-presidenti il turco – presidente della Tobb – Rifat Hisarcıklıoğlu.

Pur non commentando il rapporto, Bağış non ha nascosto la sua profonda delusione per lo stallo – e la mancanza di prospettive a breve termine – nel processo di avvicinamento tra i 28 e la Turchia: «perché l’Europa invece si allontana da noi ogni giorno che passa e noi ci sentiamo esclusi»; di conseguenza, come mostrano i sondaggi, «l’opinione pubblica non è più interessata all’Europa come in passato».

Gli apprezzamenti rimangono però gli stessi di sempre, l’Unione come successo economico e progetto di pace che dalla Turchia riceverebbe grandi benefici: diventerebbe un progetto globale, avrebbe potuto avere una voce decisiva ad esempio nelle crisi di Siria ed Egitto, potrebbe contare su nuove energie e dinamismo; la Turchia «è infatti la sesta forza economica in Europa, ha la popolazione più giovane (29 anni in media), è a 3 ore di volo da mercati complessivamente da un miliardo e mezzo di persone, è recentemente diventata il quarto paese al mondo per aiuti allo sviluppo».

E Bağış crede ancora nel sogno europeo di Ankara: «malgrado tutti quelli che complicano le cose noi siamo pronti […], chiediamo solo di distruggere quei muri e quei pregiudizi che ci impediscono di entrare nell’Ue»; e anche – al più presto – di aprire i capitoli negoziali su giustizia e libertà fondamentali: così da rendere più agevole e spedito il cammino della Turchia verso la piena democrazia.

[…]

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4 risposte a Investire per la crescita

  1. AlessandroUD ha detto:

    Argomento interessante…..
    Secondo te, al di là del diminuito interesse tra la popolazione dell’argomento “Europa”, obiettivamente per la Turchia i vantaggi di un eventuale ingresso in UE sarebbero comunque superiori agli svantaggi?
    Perchè non so, ma il fatto di bussare ormai da decenni alla porta della UE e di restare in sala d’aspetto a farsi ripetutamente umiliare, ha un suo vantaggio?
    La Turchia è comunque un paese in pieno boom economico, con tassi di sviluppo che noi possiamo solo lontanamente immaginare, che sta inondando di merci altri mercati, dal Nordafrica al Medio oriente, alla Russia, ecc.
    Potrebbe rivolgere le sue attenzioni altrove, anzi lo sta già facendo, e con successo.
    Ripeto, ha un suo vantaggio il fatto di continuare a bussare alla porta della UE?
    Tanto, anche se dovesse entrare, sarebbe sempre considerata il parente povero. Ma secondo me non entrerà mai nella UE, semplicemente perchè è un paese islamico, non prendiamoci in giro. Possiamo parlare di aria fritta finchè vogliamo, ma la UE non accetterà mai che un paese con oltre settanta milioni di mussulmani ne faccia parte.
    Questa è la mia opinione.
    (Tra una settimana sarò ad Istanbul per qualche giorno, evviva!)

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      secondo me, la Turchia avrebbe piu’ vantaggi che svantaggi: soprattutto in termini di potere decisionale, di influenza sulle decisioni dell’Ue che – soprattutto in campo economico – oggi sono sostanzialmente subite.

      riguardo il peso dei pregiudizi islamofobi, purtroppo non posso che essere d’accordo…

  2. eustakyomanopulo1937 ha detto:

    Le cause esposte precedentemente che impedirebbero l’ingresso della Turchia nella Ue sono soltanto cause apparenti, da far bere alla gente che si occupa poco di politica. Basta guardare
    le ultime generazioni turche viventi in Ue, mussulmani integrati benissimo nella socıeta’. Pensiamo alle generazioni seguenti,qundo i loro nonni e padri originari dalla Turchia saranno morti. Non potra’ non esserci un’ottima integrazione tutta a vantaggio anche della Ue. Per iniziare,secondo me, a un po capire,bisogna ricordarsi della prima e della seconda invasione di Cipro. l’America di Henry Kissinger (ebreo) ha favorito in modo spudorato ed esagerato l’invasione turca. E stato processato anche per questo ,perche’ gli USA non avevano capıto quale ınteresse americano ne fosse coinvolto. İl periodico Der Spiegel,nel 1974, era riuscito a captare alcune delle telefonate fra Turan Güneş e Henry Kissiger,basta ricercare. L’insistenza di Kissiger,a quel tempo mi sbalordi’ profondamente. Un problema di Cipro irrisolto,quello si’ che impedisce alla Turchia l’ingresso in Ue. İnfatti Erdogan lo sa benissimo e fa di tutto per arrivare ad una soluzıone cipriota.,ma non puo’ permettersi il lusso di avere fretta. Pochi anni dopo il ministro degli esteri israeliano oso’ dire che la Turchia entrava nel raggio di interesse di İsraele, dopo di che vasti territori nel sud=est turco vennero comperati da ebrei. Due giorni fa Ayalon disse ‘ L’america e İsraele devono buttare la Turchia fuori dalla Nato.’
    Da tutto questo risulta che la Turchia viene ammessa in Ue,e tutto e’ risolto. İn caso contrario deve ad ogni costo trovare,velocemente,nuove soluzioni

  3. eustakyomanopulo1937 ha detto:

    devo aggiungere….nessuno si illuda,la Ue non gode di liberta’ nelle sue decisioni politiche

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