La Turchia e i pregiudizi degli italiani (172)


dscf0962(quando m’imbatto in materiale di primissima qualità, sono costretto alle raffiche di post…)

Una turista reduce da Istanbul ha così commentato sul suo blog:

Fener è lo storico quartiere greco, si riesce ad assaporare la storia, le vie sono circondate da case antiche, colorate, alcune diroccate, ci sono bambini sui marciapiedi che giocano a calcio o spaccano noci con sassi, e in questo sobborgo è presente il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, uno dei luoghi più importanti per la religione cristiana

e fin qui, tutto bene; ma poi:

poco distante c’è Santa Maria dei Mongoli, chiamata anche Chiesa Rossa, davvero splendida internamente, ma mai stata convertita in moschea nonostante la dominazione araba.

dominazione… araba? e quand’è che Istanbul sarebbe stata conquistata dagli arabi? sì, sì: lo so bene che ‘arabo’ è utilizzato come sinonimo di muSsulmano…

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7 risposte a La Turchia e i pregiudizi degli italiani (172)

  1. Pingback: La Turchia e i pregiudizi degli italiani (173) | Istanbul, Avrupa

  2. Alberto ha detto:

    In verita la penisola araba fu conquistata dagli Ottomani turchi e non viceversa .. Essenzialmente nella fascia costiera sud lungo il mar rosso per ovvi motivi mercantili e religiosi ( Mecca , Medina ) ! Al nord della penisola a parte i primi km lungo il golfo persico , non essendoci ancara la trivellazione del petrolio … non se la filava nessuno !!

  3. mirkhond ha detto:

    Giuseppe, grazie per quest’altra foto della Chiesa di Santa Maria dei Mongoli, anche questa scaricata e salvata come già la prima che hai postato un paio di articoli fa.
    Speriamo che un giorno sia fotografabile anche dall’interno!
    Ciao!

  4. mirkhond ha detto:

    Alberto

    Pienamente d’accordo con te, ma credo che la turista poco edotta di questioni vicino-orientali, abbia fatto la tipica equazione/confusione di arabo/musulmano, come ha sottolineato Giuseppe, e come è toccato di sentire anche al sottoscritto quando accennò alla sua attrazione per l’Anatolia…

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