Gli italiani di Istanbul e le proteste di piazza Taksim (25)


Nei giorni scorsi, c’è stata qualche timida protesta di piazza a seguito dello scandalo corruzione in cui è coinvolto l’Akp: partecipazione limitata a poche migliaia di persone (soprattutto appartenenti all’estrema sinistra), qualche scaramuccia con la polizia che li ha dispersi con estrema facilità.

Eppure, tutto ciò è bastato agli italiani di Istanbul – sempre gli stessi, quelli che animano un gruppo Facebook purtroppo politicizzato (a senso unico: o con noi o contro di noi!) – per riprovare l’ebrezza della rivoluzione.

C’è chi ha annunciato: “OCCHIO! Si prevede una lunga notte a Taksim ma io credo anche a Kadikoy e a Besiktas.

Una persona che è in città solo occasionalmente, si è addirittura rammaricata per non poterci essere: “uffa me la perdo, arrivo solo domani alle due e mezzo“; ma subito si manifesta qualcuno a consolarla confidando nel Sol dell’avvenire: “tranquilla […], non sarà l’ultima. qui non si sa come andrà a finire…“.

L’autore del primo speranzoso annuncio invece la pungola: “Vedi? Se arrivavi oggi, all’Ataturk c’è pure il meeting del e con il Primo Ministro per la preghiera del venerdí“; e lei, la pendolare della rivoluzione: “grrrr e dai dimmi ce c’è nei prossimo giorni! fammi il calendario daje!

Non c’è niente da fare: siamo al delirio!

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17 risposte a Gli italiani di Istanbul e le proteste di piazza Taksim (25)

  1. FLG ha detto:

    La cosa piu’ gentile e moderata che si puo’ dire e’ che non mi sembrano queste le faccende su cui concentrarsi in questi giorni… Sinceramente, mi ricordi il TG1 di Minzolini.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      hai letto i miei articoli? magari potresti commentare quelli: le rubriche sui pregiudizi e sui filo-rivoluzionari, in effetti, sono dei divertissement (non credo sia cosi’ difficile cogliere la differenza tra attivita’ giornalistica e blog in cui si raccolgono – in modo scanzonato e provocatorio – riflessioni e curiosita’…)…

  2. BURHAN GORGULU ha detto:

    Se, sono anche cittadino ITALIANO,e di questo sono orgoglioso, da 51 anni che non mi permetto di scendere a protestare i governi Italiani che sono “sempre” in difficolta….Perche. vuoi o non vuoi, sono di origine straniero…Pero, vedo che gli Italiani ( escludendo i pochi ) si comportono incontrario….Lo so con CERTEZZA che questo comportamento é il frutto del PREGİUDIZIO di qui sono pieni…Eppure non sono nemmeno CİTTADİNİ TURCHI…Vuol dire che, qualcuno approfittando dei loro pregiudizi, vuole creare un CAOS nella mia PATRIA NATIVA…Non esiste nessun altro modo da commentare… Buon nuovo anno a tutti…

  3. mirkhond ha detto:

    Buon anno a Giuseppe e a tutti i commentatori e lettori del blog, anche da parte mia

  4. Akhenaton ha detto:

    Buon Anno a tutti

  5. caro Burhan,se tu dici di non esserti mai permesso di criticare i governi italiani e le loro politiche,pur avendo la cittadinanza italiana, questo chiaramente significa che tu tale cittadinanza non la porti bene. E tuo dovere,da italiano,di seguire la politica italiana e di esprimere,in buona fede,il tuo parere, qualsiasi esso sia,solo allora sarai degno di tale cittadinanza. Anche la Turchia accetta e valuta di buon grado qualsiasi commento sincero ed in buona fede,anche se negativo.
    İl problema sussiste solo quando la buona fede non c’e,come nell’anti propaganda fatta contro la Turchia da parte di molti paesi europei e di oltre oceano. Ad esempio la stampa di una certa origine etnica , europea ed americana ,come prima,fa di tutto per degradare la Turchia,ed a tale scopo fa uso di ogni tipo di calunnie,…ecco questo e’ vergognoso. Erdogan e’ l’unico leader al mondo
    ad aver giustamente criticato l’ONU per il suo operato,purtroppo spesso imparziale. Erdogan e’ l’unico leader al mondo ad aver costretto İsraele a chiedere scusa alla Turchia per la strage di Mavimarmara e ad attirare l’attenzione mondiale sul problema palestinese.

  6. Marina Brunetti ha detto:

    Mi spiace doverla bacchettare, ma non si può proprio leggere, da un giornalista che, per di più, non perde occasione per riprendere l’approssimativo eloquio degli altri, la parola “ebrezza”. Bisogna scrivere “ebbrezza”, “guida in stato di ebbrezza”, “ebbro di vita”, “ebbrezza della debolezza”, come dice Kundera. Difficile che possa contestare, in questo caso e dal suo nobile pulpito, la lingua italiana. Cordialità.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      io ho sempre scritto – e continuero’ a scrivere – ‘ebro’ ed ‘ebrezza’: che sono semplicemente varianti meno comuni.

      ad ogni modo, non mi risulta di aver mai fatto apprezzamenti sull’eloquio approssimativo altrui: in realta’, amo concentrarmi sulla sostanza e non sulle piccolezze (che spesso e volentieri sono – ma non in questo caso, come detto – dei semplici errori di battitura)

      • Marina Brunetti ha detto:

        Mi risulta, piuttosto, per personale presa visione, che lei abbia criticato più volte giornalisti per aver tralasciato di correggere refusi, che noto abbondanti anche nei suoi scritti, o errori grammaticali. Non me ne voglia, ma nonostante io non approvi neppure una frase o un concetto da lei esternato, mio malgrado mi forzo a leggerla, perché occorre avere, nella vita, una visione più ampia e non meramente circoscritta alle nostre ideologie spesso stantie. Ne converrà con me, vero?

    • Tedio_Domenicale ha detto:

      Risultate oltremodo noiosi, nonché banali, quando tentate di fare della Lingua Italiana il boudoir delle vostre perversioni che- quasi mai si concludono come dovrebbero (e cioè con una sana, igienica, virulenta scopata)- bensì con una continua caccia all’uomo, anche quest’ultima mai finalizzata a piacevoli sfregamenti, altresì al puro, gratuito, improduttivo atomizzamento delle gonadi.

      Cercarsi un’occupazione telematica un po’ più seria che fingersi “ebbri” di Devoto- Oli no, eh?
      Suvvia, ché il pudore non è solo delle pudenda!

  7. Marina Brunetti ha detto:

    Vezzo giornalistico? Personale? Penso solo che sia abbastanza fortunato da aver trovato l’escamotage della variante meno comune, ma mi preme farle sapere che ogni volta che ho notato lo stesso errore, perché tale comunque è, dato che talune eccezioni possono essere avallate solo in grandi scrittori come Pavese e pochi altri (altrimenti, ripeto, è puro vezzo personale perché non tiene conto del registro verbale comune e si aggrappa a desueti arcaismi), l’autore dello stesso evidenziava una limitata conoscenza della lingua italiana, non certo ascrivibile a semplice rango “alternativo”. W i vezzi linguistici, dunque.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      non e’ un vezzo: sono ammesse tutte e due le versioni, io preferisco quella piu’ vicina all’etimo ‘ebrius’.

      m ripeto: m’interessano i concetti e i fatti, il resto non mi appassiona

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