WIRED: Chiudere Twitter in Turchia è stato solo il primo passo


(il mio primo articolo per Wired: ma il titolo NON l’ho fatto io…)

La Turchia ha bloccato l’accesso a Twitter. E’ stata una decisione amministrativa, politicamente esplosiva, rivendicata con orgoglio nazionalista dal premier Recep Tayyip Erdoğan; è stata la prima significativa applicazione della nuova legge restrittiva su Internet.

La posta in gioco è molto specifica: contrastare il flusso di rivelazioni scomode e apparentemente incriminanti che – dopo l’inizio della Tangentopoli turca, il 17 dicembre – invadono con cadenza quotidiana i social network, con l’intento di distruggere la carriera politica del primo ministro e rovesciare le fortune del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp, conservatore d’ispirazione islamica) nelle elezioni municipali del 30 marzo. La notizia ha fatto il giro del mondo: ha provocato sdegno, ha acceso un infuocato dibattito interno.

Dopotutto, i social network sono al centro della vita politica turca; sono utilizzati non solo dalle nuove generazioni, ma anche da ogni politico che si rispetti del partito di maggioranza: Erdoğan e il presidente Abdullah Gül hanno milioni di follower, ministri e deputati li usano in prima persona per rimanere in contatto con l’elettorato e discutere con intellettuali e giornalisti, il controverso sindaco di Ankara Melih Gökçek ha ignorato il bando di venerdì per cancellare – con un tweet surreale – un dibattito su Twitter coi suoi sostenitori previsto per dopo la preghiera di mezzogiorno. Lo stesso Akp – tra i partiti turchi – è quello che da anni fa il miglior uso del web per le attività di comunicazione, organizzazione e reclutamento: e i suoi giovani militanti sono da sempre agguerritissimi nelle campagne elettorali, di cui sono il braccio operativo e tecnologicamente avanzato.

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(l’articolo completo potete leggerlo su Wired)

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4 risposte a WIRED: Chiudere Twitter in Turchia è stato solo il primo passo

  1. Akhenaton ha detto:

    Ora ha chiuso anche Youtube,a questo punto comincio a diffidare seriamente di questo personaggio

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      Youtube è stato però chiuso per autentici motivi di sicurezza nazionale: una conversazione tra i vertici politici e militari sulla Siria è stata infatti registrata e diffusa online!

  2. Ivan De marco Orlov ha detto:

    Il duo Merdogan e Cretinoglu potranno sciegliere per un nuovo lavoro a Mosca:
    – 1 fare i clown nel famosissimo Circo di Mosca e far ridere i bambini
    – 2 addomesticare a mani nude un simpaticissimo orsacchione della Kamchakta
    Il duo delinquente stava apprestando un “false flag” per poter aggredire ulteriormente la Repubblica Araba Siriana insieme al capo del MIT tal Fidan (vatti a fidare), i Turchi non hanno nessuna voglia di essere coinvolti ulteriormente con l’incubo siriano, speriamo che si liberino di questi figli di cane islamisti come giustamente fà l’Egitto, i turchi meritano di meglio di corrotti e guerrafondai con cretinissimi sogni neo ottomani che rischiano di disintegrare il paese.
    Ivan

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      la false flag, è stata ventilata come ipotesi e nessuno l’ha approvata: e nella stessa conversazione, di ipotesi ne sono state discusse altre come quella di coinvolgere la comunità internazionale in via formale. in ogni caso, l’operazione avrebbe avuto come obiettivo esclusivo l’Isil e non la Repubblica siriana.

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