Turchia: risate, sorrisi e propaganda


Ci risiamo: quando c’è di mezzo l’islam, la Turchia si trasforma puntualmente in vittima della propaganda nostrana!

Tutta colpa di un discorso del vice-premier Bülent Arınç sulla morale: nel quale ha parlato dei comportamenti che secondo lui uomini e donne dovrebbero tenere in pubblico, invitando tutti alla modestia e alla castità (al di fuori della famiglia, ovviamente) e prendendosela con la “degenerazione dei costumi”. In questo contesto, ha apparentemente dichiarato che le donne non dovrebbero ridere in pubblico: ma ha utilizzato una parola turca – kahkaha – che indica una risata a bocca aperta, quella che in italiano potrebbe essere definita “sguaiata”. Ora, personalmente NON condivido questo tipo di approccio: ma il NON ridere in modo sguaiato in pubblico – al di là delle questioni “morali” (leggasi: rapporti tra uomini e donne, promiscuità dei sessi) – non è una elementarissima regola della buona creanza?

In ogni caso, la “notizia” ha fatto il giro del mondo: e i mezzi d’informazione italiani non hanno perso la ghiotta occasione per far credere ai lettori chissà cosa (“divieto di ridere” in arrivo, per le donne turche? i nuovi Talebani alle porte dell’Europa?).

C’è però chi è riuscito ad andare addirittura oltre: la collega Angela Geraci sul Corriere della Sera (non mi risulta si occupi di Turchia, probabilmente si è fatta influenzare dal martellamento incessante delle agenzie di stampa)! Dico: ma è proprio così difficile riportare i FATTI per quello che sono? Cosa sono riusciti invece a inventarsi, a via Solferino? La “battaglia del sorriso”! Che poi, neanche è necessario un dizionario per scoprire la differenza, tra “sorriso” e “risata”: ne è ben conscio anche un bambino di 3 anni!

“L’ultima uscita anti-sorriso dei conservatori dell’Akp”? “Anti-sorriso?” Ma in quale punto del suo discorso – criticabilissimo, ci mancherebbe! – il vice-premier Arınç ha parlato di “sorrisi”?

E i pregiudizi sulla Turchia avanzano: anche per colpa di questo modo cialtronesco di fare informazione!

Ad ogni buono conto, NESSUNO ha proposto di vietare alcunché: Arınç ha semplicemente espresso un’opinione su come preferirebbe che le persone si comportassero…

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7 risposte a Turchia: risate, sorrisi e propaganda

  1. Burhan GORGULU ha detto:

    Quando “uno” non conosce bene la lingua turca, e si fa passare come İNTERPRETE, i guai non finiscono mai… Figuriamoci, se una media come quella italiana piena di pregiudizi natali, non lo abbraccava con le bracce aperte….Ecco perche i giornalisti italiani, riescono ingannare solo e unicamente la gente “NON COLTA”… cioe coloro che non conoscono altre lingue…. Se un essere umana riesce leggere attentamente cio che ha detto Sig. ARINÇ, vedrebbe che sta parlando dei valori di una educazione millenaria turca….Comunque, Egr. Sig. MANCINI, Lei é uno di quei pochi giornalisti italiani che parla CHIARA… “Pane al pane…vino al vino”…Mi inchino davanti a Lei per esprimere i miei rispetti…

  2. andrea ha detto:

    Non credete che, ancorche’ trattandosi di educazione millenaria e puressendo il titolo dell’articolo del Corriere.it senz’altro esageroso, la frase di ArinÇ sia un pochino fuoriluogo? Una risata sguaiata rientra nella dissoluzione dei costumi millenari della Turchia? E perche’ la frase e’ rivolta alle donne? Forse agli uomini e’ permesso di ridere un po’ piu’ sguaiatamente?
    Con rispetto, Andrea

  3. eustakyomanopulo1937 ha detto:

    Quello che posso dire con certezza e” che la stampa ebraica USA come la stampa ebraica britannica la stampa ebraica tedesca, etc.,non si lasciano sfuggire nessuna occasione,quando si tratta della Turchia,di cercare di declassificarla ed impedire,a tutti i costi,il suo ingresso nell’Unione. Questo comportamento degli ebrei mondiale e’ specialmente dovuto al comportamento di Erdoğan,nei confronti di Israele. İnfatti Erdoğan e’ l’unico Primo Ministro al mondo,arabi compresi, ad attirare l’attenzione mondiale sulle
    atrocita’ commesse da Israele specialmente contro i bambini palestinesi .Quello che la stampa ebraica fa non e’ sicuramente dovuto a PREGİUDİZİi ma semplicemete ad una vendetta da perpetrare quotidianamente, nell’İntento di rendere inefficaci le dichiarazioni erdoganiane.
    Ma esiste un’altra ragione molto importante : Prima di Erdogan,le elites della burocrazia,della finanza e dell’industria erano,ın modo sproporzıonato nelle mani degli ebrei turchi ; e questi signori
    non mancavano di proteggere İsraele moralmente ma specialmente materialmente,nel senso che concedevano ad İsraele qualsiasi appalto nazionale . Ora ,molte cose,con Erdogan,sono cambiate.
    Questo discorso,fa capire,perche’ la stampa ebraica mondiale,non la ferma nessuno nella sua
    ricerca. ,con fandonie, di colpire Erdoğan .
    Ora nessuno mi puo’ far credere che la stampa suddetta non sappia che ‘KAHKAHA ATMAK’ in turco ,
    significa ‘RİDERE A CREPAPELLE İN MODO SGUAIATO. Ma cari signori,mettete il cuore in pace,il Primo Ministro Erdogan e’ il beniamino del popolo turco ed anche,in parte,di quello arabo,
    e non e’ facile ,grazie al Cielo, eliminarlo, malgrado i contınuı tentativi anche dei gruppi interni,che cercano ad ogni costo di destabilizzarlo

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