La Turchia e i pregiudizi degli italiani (254)


A forza di leggere scemenze sulla Turchia – o di ascoltarle in tv – poi i risultati sono questi (è il commento di un lettore ad un articolo che parla di stupri e violenze nel sud-est; ovviamente, per iscriversi a liceo non servono visite che attestino alcunché):

e questi vorrebbero entrare in Europa? ma lo sapete che in Turchia una ragazza che si vuole iscrivere al Liceo deve subire una visita ginecologica che attesti la sua verginità?

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7 risposte a La Turchia e i pregiudizi degli italiani (254)

  1. Burhan GORGULU ha detto:

    Cosa volete che io rispondi ? Questo SIGNORE ( ! ) non merita di essere commentato… Se cominciassimo a commentarle IL DELIRIO ( ! ) di ogni stupido, potremmo diventare come loro..
    Una mente cosi incurabilmente incidentata, potrebbe dare troppo problemi a questo signore… Consigierei di farsi visitare da un psicologo… Piu presto é, meglio é…

    • Said Al Tani ha detto:

      Il Consiglio Supremo della Radio e della Tv turco (Rtük), organismo di controllo nominato dal governo Erdogan, ha condannato la popolare trasmissione «Ben Bilmem E?im Bilir» in onda sull’emittente privata Kanal D a pagare una multa salatissima: 410.000 lire turche (circa 145.000 euro). Secondo l’autorità di Ankara, la trasmissione è rea di aver mostrato uomini sposati ballare con altre donne – apparentemente straniere – sotto gli occhi delle loro mogli. Lo show, trasmesso a novembre, è inoltre accusato di «infrangere pubblicamente la moralità e attentare alla struttura della famiglia tradizionale turca». Giochi come questo «incoraggiano gli uomini a tradire le proprie mogli e instaurano un’atmosfera che danneggia la serenità familiare», la motivazione dell’organismo. Nel dicembre di due anni fa, la stessa Authority audiovisiva del paese aveva inflitto all’emittente privata Cnbc-E che trasmette i Simpson una multa di 52.951 lire turche accusando la serie di blasfemia per avere «preso in giro Dio».

      • Istanbul, Avrupa ha detto:

        quindi? cosa c’entra tutto ciò con le visite ginecologiche alle liceali (che non esistono)?

        • Said Al Tani ha detto:

          un po’ per dimostrare l’arretratezza della Turchia! eppure anch’io avevo letto, non mi ricordo dove, che le donne che volevano iscriversi al Liceo dovevano avere una reputazione impeccabile. Non so se questo includesse automaticamente la visita ginecologica! Ho letto però recentemente un sito tedesco sulle condizioni delle donne turche in Germania che è molto significativo ed avvilente!

          • Istanbul, Avrupa ha detto:

            quanto vuoi scommettere, selezionando ad arte episodi antipatici e tragici, riesco a dimostrarti che Italia, USA, Francia, Spagna, Colombia, Honduras, Australia, Cambogia etc etc sono tutti mooooooooolto più “arretrati” della Turchia?

            che poi, cosa intendi di preciso con “arretrato”?

  2. Said Al Tani ha detto:

    se in un paese non si può ballare in pubblico con persone diverse dalla propria moglie è ridicolo!

  3. Said Al Tani ha detto:

    Serap Cileli, vittima di un matrimonio combinato, considera che “la religione giochi un ruolo importantissimo nel fallimento dell’integrazione dei turchi”. Da più di dieci anni Serap aiuta le donne musulmane che sono state vittime di violenze in famiglia. “Ogni giorni vedo ragazze e donne musulmane che soffrono e, chiuse come sono nel loro mondo turco ultraconservatore, non hanno mai avuto alcuna possibilità di aprirsi un varco nella società tedesca”, dice.
    Uno studio commissionato dal Ministero della Famiglia tedesco nel 2004 ha mostrato come vi sia un tasso davvero elevatissimo di donne turche che subiscono maltrattamenti in famiglia. I matrimoni combinati sono un’altra parte del discorso. Un quarto delle donne turche, rispondendo ai quesiti del sondaggio, ha detto di aver incontrato la prima volta il proprio marito soltanto il giorno del matrimonio, mentre il 9 per cento ha rivelato di essere stata costretta a sposarsi.
    Dal momento che l’Islam esprime un tipo di struttura sociale di natura patriarcale, all’interno della quale l’uomo fa derivare dal Corano il proprio diritto a disporre della donna, i critici dell’Islam individuano nella religione la vera fonte del problema. Le donne, a loro volta sottomesse al Corano, si vedono perciò costrette a tollerare indicibili sofferenze. Bassam Tibi, cofondatore dell’Arabian Organization for Human Rights, sostiene che, se queste sono le condizioni di partenza, è davvero impossibile per gli immigrati musulmani integrarsi sul serio. “L’assenza di democrazia rende possibile la sottomissione della donna”, dice.

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