Presentazioni

Ho pensato di creare una pagina liberamente dedicata a chi vuole presentarsi, a chi vuole raccontare il proprio legame con la Turchia, a chi vuole muovere critiche e offrire suggerimenti. Ogni giorno qualcuno infatti legge la pagina “chi sono” (io), mi piacerebbe scoprire qualcosa su chi siete (voi): oltre che su cosa pensate di questo blog.

Per chi preferisce invece contattarmi in privato, l’email è sempre la stessa: giuse.mancini@gmail.com

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48 risposte a Presentazioni

  1. Pingback: Presentazioni | Istanbul, Avrupa

  2. raffaele morani ha detto:

    quindi ci dobbiamo presentare qui?

      • maddalena ha detto:

        Ciao, mi chiamo Maddalena e questo blog mi piace molto perché parla finalmente al di là dei luoghi comuni. Sono stata a Istanbul tante volte, l’ultima un anno fa ho vissuto per tre mesi a Cihangir e mi sono molto chiarita le idee rispetto alle prime volte. Premetto che sono andata per imparare meglio la lingua, quindi questo mi ha dato la possibilità di parlare con molta gente del posto e di capire molto meglio la vita che già dall’esterno può sembrare varia ma che dall’interno è varia e stupenda.
        E’ vero che gli italiani hanno grossi pregiudizi e a volte ahimé confondono addirittura i turchi con gli arabi solo perché si parla di islamici. Se gli italiani studiassero un pochino la storia dei turchi si renderebbero subito conto, anche senza andare in Turchia, che siamo di fronte a un popolo con caratteristiche precise e ben delineate da non confondere con altri.
        Dimenticavo di dire che adoro Istanbul, i turchi e la lingua. :)))

  3. mirkhond ha detto:

    Presentarci in che senso?

  4. mirkhond ha detto:

    Riguardo al sottoscritto, penso che i suoi frequenti scarabocchi, fin dalla nascita di questo blog, dicano già qualcosina del soggetto e del suo rapporto, purtroppo solo virtuale con la Turchia….
    ciao

  5. mirkhond ha detto:

    Se non sono tedioso, comincio vlentieri…

    Chi mi legge, Giuseppe in primis, credo che abbia compreso come sia affascinato da questo, singolare, meraviglioso e a tratti inquietante paese che è la Turchia.
    Tale amore, purtroppo solo virtuale, come riferito sopra, mi nasce dall’infanzia, dall’osservare sulla carta geografica e sugli atlanti, quel “rettangolo” peninsulare tra Europa ed Asia, l’Anatolia.
    L’osservare le immagini delle chiese rupestri della Cappadocia come la famosa Valle di Goreme, e fantasticare fin da 11-12 anni, su come potessero vivere intere comunità monastiche e relativi fedeli con famiglie, in quei secoli medievali, quando soprattutto erano soggetti a scorrerie arabe, e poi all’invasione e dominazione turca musulmana.
    Da qui prende avvio una caccia al tesoro, uno studio che risale a più di 25 anni fa, e che continua tutt’ora, seppur con maggior fatica per delle tragedie familiari che mi hanno spossato e tolto molta energia, un pò meno l’entusiasmo….
    Ricerche fatte in solitudine, lontano dai mass-media che ignoravano o demonizzavano queste terre, ricerche che partite da Bisanzio, si sono estese all’Iliade e al fondo storico di Troia, ai popoli pregreci dell’Anatolia profonda, caucasici, ittiti-luviti, frigi, ecc.
    Ricerca che ha toccato anche l’Armenia e gli Armeni con le loro storie complesse, tormentate, articolate da un puno di vista religioso e politico, ma comunque sempre affascinanti e mai banali, e lontane dall’idea del monolite cristiano armeno apostolico sempiterno sofferente per amore di Cristo e saliente cristiano dell’Occidente, nella barbarie oscurantista mediorientale, come ci vuol far credere la diaspora armena, soprattutto francese.
    Ricerca che si estesa infine anche ai Turchi e all’Islam, anzi AGLI Islam anatolici, Sunnita e Alevi/Shiita, il cui tormentato rapporto si inserisce sull’antico solco bizantino della tormentata e sanguinosa dialettica tra potere centrale ortodosso costantinopolitano-anatolico centroccidentale e periferia anatolico-orientale-armena di eresia e rivendicazione della propria alterità.
    Ricerca che tocca anche l’affascinante area di confine tra le attuali Turchia e Siria, il sudest anatolico, l’Alta Mesopotamia, terra in cui il mondo semitico entra a contatto con quello anatolico-armeno-curdo, la patria mitica del mitico Abramo e del Monoteismo, forse addirittura nucleo storico del mito dell’Eden biblico, con l’affascinante e ancora incompleta scoperta del sito preistorico di Gobekli Tepe tra Urfa e Diyarbakir, ma anche luogo di origine e storia delle due grandi Chiese semitiche aramaiche, Giacobita e Nestoriana che risalgono direttamente agli Apostoli di Nostro Signore….
    Penso ancora al grande teologo Nestorio (380c-451 d.C.) e all’imperatore Leone III detto l’Isaurico (685c.-741), entrambi di Germanicia/Kahramanmarash, per secoli sede più settentrionale della lingua aramaica e della Chiesa Giacobita….
    E infine, al dolore per terre non più a maggioranza cristiana, ma unito alla gioia di vedere, alla faccia del kemalismo, una bella presenza femminile in hijab/turban che mi induce a riflettere su come Islam e certa modernità non siano sempre incompatibili, mentre mi chiedo cosa ne sarebbe stato di queste terre se oggi fossero rimaste a maggioranza cristiana, osservando l’occidente, i paesi ex sovietici e le stesse cristianità mediorientali, soprattutto le loro classi più elevate e più sensibili all’occidente, anche ai suoi aspetti peggiori….
    Spero in questo sconclusionato post di aver spiegato almeno parte dell’attrazione naturale che provo per la Turchia e i motivi per cui inondo questo blog con i miei scarabocchi….

  6. Andrea ha detto:

    Salve a tutti, sono Andrea, e studio relazioni internazionali a Pisa. Da settembre mi trovo per l’Erasmus a Istanbul, una meta che per me ha un importante significato dato che un mio particolare campo di interesse è la politica estera della Turchia. Possiamo dire che il mio interesse per questo paese è nato negli ultimi due anni e si è costantemente accresciuto, portandomi anche a scrivere la mia tesi sulla geopolitica turca degli ultimi dieci anni: così, quando ho intravisto la possibilità di vivere per quasi un anno a Istanbul non ci ho pensato due volte. La città è magnifica, e inoltre ho avuto la fortuna di incontrare qui persone altrettanto splendide.
    Apprezzo molto, nonostante le inevitabili contraddizioni in cui talvolta cade in un paese dove tanto la questione religiosa quanto quella della stabilità regionale sono molto delicate, il primo ministro Erdogan e l’azione del suo governo specialmente in politica estera, anche se devo constatare con un certo fastidio che ai giovani di Istanbul – credo sia una particolarità di Istanbul non estendibile a tutto il territorio turco – sia stata inculcata l’idea che l’attuale primo ministro sia una sorta di despota intriso di fondamentalismo catapultato in una realtà che prima di lui non aveva conosciuto altro che pace e democrazia. In realtà chiunque conosca anche solo superficialmente la storia della Turchia repubblicana sa che il reato d’opinione e l’arresto facile non li ha certo introdotti Erdogan né è stato quello che ne ha maggiormente abusato. Spesso questi giovani sembrano dimenticare il colpo di stato militare di poco più di trent’anni fa e le decine di migliaia di torture, arresti ed esecuzioni sommarie che ne seguirono, o il “golpe bianco” del ’97, tanto per citare due esempi nei quali i garanti della laicità si dimostrarono poco inclini al compromesso, per usare un dolce eufemismo.. E invece sembra che Erdogan (la cui moglie Emine è entrata velata nel palazzo presidenziale, sacrilegio!) sia un tiranno che nega la libertà di parola in un paese che si era sempre distinto per liberalismo. Che dire, a parte queste incomprensioni con alcune persone, amo moltissimo questo paese che vedo proiettato verso il futuro proprio nel momento in cui sembra riscoprire le sue radici ottomane, e credo proprio che questo non sia un caso.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      ‘anche se devo constatare con un certo fastidio che ai giovani di Istanbul – credo sia una particolarità di Istanbul non estendibile a tutto il territorio turco – sia stata inculcata l’idea che l’attuale primo ministro sia una sorta di despota intriso di fondamentalismo catapultato in una realtà che prima di lui non aveva conosciuto altro che pace e democrazia’

      vedi, io non ci trovo nulla di particolarmente strano: ogni cittadino turco ha il diritto ad avere le opinioni piu’ bizzarre, anche totalmente in contrasto con una valutazione oggettiva e onesta dei fatti. il vero problema e’ la trasformazione della propaganda politica – da parte di molti colleghi ‘occidentali’ – in realta’ (un po’ perche’ ci credono anche loro, un po’ a causa dei loro pregiudizi anti-islamici, un po’ perche’ non dispongono degli strumenti intellettuali necessari a distinguere la realta’ dalla propaganda).

      • Andrea ha detto:

        Del resto non più tardi di qualche mese fa un articolo del Sole 24 Ore descriveva con dovizia di particolari una Beyoglu triste e desolata per la stretta moralizzatrice di Erdogan…

        • Istanbul, Avrupa ha detto:

          ho letto quell’articolo: non l’ho commentato solo perche’ non posso metermi a litigare praticamente con tutti 😉

          resta il fatto che si e’ parlato della liberazione dai tavolini ABUSIVI E SELVAGGI che impedivano il passaggio nelle stradine di Beyoglu come l prova di chissa’ quale volonta’ ‘islamizzatrice’, trasformando in notizia una voce da bar magari messa in giro ad arte (e’ stato Erdogan a chiederlo, perche’ un giorno si e’ trovato bloccato con la macchina)

  7. Pingback: Il sobborgo di fronte a Istanbul | Istanbul, Avrupa

  8. brunomugnai ha detto:

    Salve a tutti, mi chiamo Bruno Mugnai e il mio interesse per la Turchia è nato da quando, circa 30 anni fa, mi sono interessato alla storia dell’Europa centrale e in particolare allo studio degli eserciti e degli equipaggiamenti da guerra nei secoli XVII e XVIII. In quei secoli l’Impero Ottomano era il ‘nemico ereditario’ di italiani, austriaci, ungheresi e di tutte quelle popolazioni sulle quali avevo da tempo catalizzato il mio interesse. Ho viaggiato per la Turchia in due occasioni, ma questo l’ho già raccontato in un post di gennaio. Dopo aver studiato il tedesco, l’ungherese e il polacco, da febbraio ho iniziato a studiare il turco, ma a cinquanta anni (anzi quarantanove e mezzo!) si fa più fatica ad apprendere cose nuove.

    Saygilar!

    P.S. a fine maggio 2012 sarò nuovamente in Turchia, dalle parti di Bodrum o Marmaris, nell’equipaggio di una barca a vela, esperienza che mi sono regalato per festeggiare (…) il mezzo secolo di vita.

  9. Francesca Azra ha detto:

    Salve a tutti, sono Francesca (Azra e´ il nome turco che ho deciso di adottare un po´ per facilitare la mia famiglia adottiva e un po´ perche´ ormai la Turchia e´ ormai la mia seconda patria e mi piaceva l´ıdea di avere un nome turco). Sinceramente prima di conoscere il mio ragazzo (ovvimente lui e´ turco) non conoscevo assolutamente nulla della Turchia se non dalle cartine geografiche o dalla storia o da qualche notizia o citazione durante i telegiornali italiani…poi per forza di cose ho dovuto approfondire la conoscenza e informarmi e devo ammettere che questa e´ stata una delle occasioni migliori di tutta la mia vita. Sono totalmente innamorata di questo Paese. della sua cultura, delle sue tradizioni, delle sue contraddizioni e si potrebbe andare avanti all` infinito. Per ora l´universita´ mi blocca in Italia ma appena finisco ho intenzione di trasferirmi la´… ( lavoro a parte in cui vedo grandissime opportunita´ essendo questo Paese in piena espansione) anche perche´ nella Turchia ci vedo un´ Italia (o quasi…ma in ogni caso ci sono tante similarita´) ancora piena di valori, persone predisposte all´ accoglienza e non ancora troppo diffidenti e spaventate dalle dıversita´…se qualcuno pensa sia un´ idea totalmente sbagliata me lo dica..mi piacerebbe parlarne. E Giuseppe…si..in sintesi la mia idea della Turchia e´ quella di un Paese in espansione..pieno dı risorse e di novita´ ma allo stesso tempo fortemente legato al passato, alle tradizioni e alla religione e questo tutto e il contrario di tutto mi trasmette un gran senso di liberta´e questo credo che sia veramente affascinante…e d´altronde Istanbul ne e´ il simbolo e non a caso tutti ne sono attratti 🙂

  10. Corrado Risso ha detto:

    Ciao a tutti, sono Corrado, neolaureato in Relazioni Internazionali. Il mio interesse per la Turchia sboccia nel Settembre 2007 quando inizia il mio Erasmus ad Antalya. Dopo questo soggiorno di sei mesi, avrò l’opportunità di tornare in Turchia in altre due occasioni: un progetto UE Youth in action di una settimana a Silifke e il Servizio Volontario Europeo sempre ad Antalya, di due mesi. Purtroppo è da allora, quasi tre anni, che non vado in Turchia e mi manca molto. Essendomi laureato da poco, cerco un’occupazione che mi consenta di mantenere un legame con la Turchia, legame che mi spiacerebbe scindere. Cerco così di unire l’utile al dilettevole.Durante i sei mesi di Erasmus ho avuto modo di imparare la lingua e immergermi nella realtà complessa di questo affascinante Paese. Ho sempre cercato di integrarmi, infatti, con la popolazione e ho avuto modo di viaggiare molto. Non dimenticherò mai, ad esempio, un viaggio che ho fatto in solitaria da Antalya, passando per Beysehir, Egirdir, Pamukkale, Selcuk e la mitica Valle delle Farfalle, vicino a Fethiye. Mi sono sempre trovato in grande sintonia con i Turchi, ammirandone l’ospitalità e il calore. In Turchia ho conosciute persone splendide e ho avuto questa impressione fin dai primi contatti. Mi ricorderò sempre il mio stupore nell’essere invitati a casa di estranei a bere il cay durante il primo fine settimana in Turchia, esattamente a Bozova, paese nelle zone limitrofe di Antalya. Della Turchia amo l’atmosfera di grande rilassatezza, cosa di cui sento molto la mancanza nel Nord Italia. Questo atteggiamento non stride però con un settore privato molto dinamico, se diamo un’occhiata al contesto economico turco. La Turchia è, a parer mio, patria di mille contraddizioni e incontro tra estremi. E questa contraddizione, che ritroviamo in molti ambiti, mi attira molto, mi ci ritrovo in essa, in un senso. Una contraddizione che trovo molto stridente è rappresentata dal Ministero degli Affari Religiosi. Come può un Paese che si dichiara laico avanzare pretese di controllo o di vigilanza sulla religione? Questi aspetti, unitamente alla forte crescita economica mi interessano molto. Credo infatti che la Turchia rappresenti una terra di opportunità per coloro i quali hanno il coraggio di rischiare.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      ciao Corrado, benvenuto. se qualche volta ti viene voglia di raccontarci in dettaglio della tua esperienza Erasmus o di parlarci di qualche tema di rilevanza politica, il blog e’ aperto al contributo di tutti (anche a chi ha idee diverse dalle mie)…

  11. G&B ha detto:

    Che dire…bello avere altri connazionali in Turchia, filo-turchi 🙂
    Bravo Giuseppe
    Via inizio…scopro la Turchia nel 1997 (15 anni fa???aiutoooo), conoscendo a Bologna mia moglie Basak!
    Storia lunga
    Scherzi a parte giro la Turchia da 15 anni, e insieme a mia moglie abbiamo fatto una scelta di vita: mollato tutto in Italia, comprato una barca a vela e trasferiti definitivamente in Turchia dove per circa 7 mesi l’anno scopriamo la costa turca e greca…semplicemente affascinante.
    Qualche mese in inverno abitiamo a Istanbul a casa dei suoi genitori, dove io porto avanti il mio lavoro di “artista fotografo” e un libro sulla nostra storia che mi hanno chiesto di scrivere (tanto non ne verrò mai a capo…)
    Inutile dire che chi avesse voglia di info in generale, mi vede a disposizione nel portare quella che penso sia un’esperienza decisamente diretta e aimè ormai lunga 😉
    Ok parliamo di Istanbul, dato che qui va per la maggiore
    Istanbul è cambiata negli ultimi anni, non migliora anzi peggiora; ma questo è dovuto essenzialmente al richiamo consumistico a cui i turchi si vedono a rispondere, come l’abbiamo fatto noi prima
    Spesso i peggioramenti sono dovuti anche a scelte politiche per avvicinarsi ad un format europeo di integrazione, che poi in sostanza resta uno specchietto per le allodole
    Dico sempre che, sperando come credo ciò non accada, il giorno in cui la Turchia dovesse entrare in europa quello sarà il giorno in cui noi probabilmente abbandoneremo questa splendida terra
    Detto ciò, Istanbul è inspiegabile. Nonostante tutto resta la vera capitale di questa eterna e unica contraddizione vivente che è la Turchia
    Istanbul da un’energia infinita, che rasenta la droga
    Nulla a che vedere con Roma ad esempio, dove torno ogni tanto dalla mia famiglia e dove dopo una settimana, perdo tutta l’energia vitale conquistata in Turchia…
    A Istanbul puoi trovare apertura mentale e artistica, a Istanbul puoi…
    Bon ho scritto troppo ma è un omaggio che volevo dare alla mia vera casa
    Ah, sto scrivendo dalla barca, in rada davanti a Marmaris dove stiamo aspettando che mi cambino un pezzo del nostro vecchio motorino d’avviamento…e si perchè vi sembrerà strano, ma noi non siamo ricchi, e la scelta di vita che abbiamo fatto ci vede ogni giorno a far conto con una vita frugale, dove con i pannelli solari produciamo l’acqua che beviamo, dove il barbecue ci aiuta a cucinare il pesce pescato, senza entrare mai nei porti, sempre in rada, all’ancora…soggetti al vento alle burrasche e tante di quelle difficoltà che vi annoieremmo a raccontare…ma qui ancora si puo’ fare, vivere con poco e scendere, sbarcare ogni tanto anche a godersi un bel çay, magari in un belediye çay bahçesi spendendo 30 cent di euro, e perchè no guardando il mare (splendida Datca)
    Insomma ciò che qualcun’altro potrebbe percepire come disagio, per noi è oggi una virtù, abbiamo scelto la pillola rossa ed è un prezzo che paghiamo volentieri per ottenere il premio più bello, la libertà
    Giampaolo e Basak
    se serve gp.gentili@gmail.com
    ps. persone piacevolissime e in gamba gli amici Gianluca e Ozke di scoprire Istanbul, conosciuti a simit saray quest’inverno

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      ciao, grazie mille per la tua/vostra testimonianza. e se ti/vi viene voglia di continuare a parlare della vostra storia o dei posti dpve attraccate, questo spazio e’ aperto a tutti…

  12. Christian ha detto:

    Sono stato in Turchia la prima volta a Maggio dell’anno passato (2011). Da allora sono tornato a distanza quasi regolare altre 4 volte, ogni volta 10-20 giorni. Principalmente Istanbul, ma mi sono spinto fino a Konya. Difficile spiegare, per me che sono un pessimo scrittore, cosa mi abbia “ghermito” a questa terra, a questa gente tra cui ho trovato ospitalità e con cui mi trovo a condividere una certa “visione” dell’esistenza; ma forse è(o sarà) comprensibile a chiunque in queste lande si senta davvero “all’incontro dei due Mari”. sto cercando di imparare il turco, ma non è facile (anzi ogni aiuto e/o suggerimento è ben accetto). L’ultima volta sono tornato lo scorso 30 Aprile ed ora sono al giorno 48 di permanenza, e non ho nessuna voglia di andare via…

  13. Anna Rita Severini ha detto:

    Mi chiamo Anna Rita Severini. Finora non ho mai avuto l’opportunità di viaggiare nel resto della Turchia, ma amo enormemente Istanbul. Il mio primo contatto risale ad una vacanza di una settimana nel 1988; mio marito era già stato in questa città nel 1973 e nel 1975, attraversandola nel corso di due giovanili viaggi via terra fino a Nuova Delhi, con soste in Turchia a Konya, Göreme, Sivas, Erzurum. Un’esperienza per lui tuttora indimenticabile.
    Per me era, invece, la prima volta in un paese non propriamente europeo, e l’affascinante incontro fra culture di oriente ed occidente si mostrava chiaro anche agli occhi di un turista alla sua prima visita quale ero io. Rimasi molto colpita, ripromettendomi un giorno di tornare.
    Siamo tornati, infatti, due volte nel 2010 ed una a febbraio del 2012. Stavolta, mi sono lasciata guidare dagli scritti di Orhan Pamuk (“Istanbul” e “Altri colori” in particolare) e soprattutto dal suo progetto del romanzo-museo-catalogo “Il museo dell’innocenza”.
    Avendo lavorato per vent’anni in un museo etno-antropologico della mia regione (Abruzzo), e continuando tuttora ad essere interessata ai diversi aspetti della conservazione dei patrimoni di cultura materiale, l’originalità di questa iniziativa mi ha particolarmente incuriosito; per cui in questi ultimi anni ho seguito tutte le notizie al riguardo, in attesa dell’inaugurazione del Museo avvenuta lo scorso 28 aprile.
    Grazie al mio lavoro, ho imparato ad apprezzare il valore degli oggetti della vita quotidiana come depositari di un patrimonio prezioso, fatto di conoscenze, di ricordi, di passioni, di vita. I musei – un certo tipo di musei – sono i luoghi in cui è possibile comprendere pienamente tutto questo. E nell’esperienza di Pamuk ho ritrovato con soddisfazione i segni di un percorso emotivo e di studio a me familiare.
    Il fatto, poi, che nel suo progetto espositivo sia privilegiata la suggestione rispetto alla documentazione, non credo sminuisca la valenza di questo museo come luogo culturalmente denso e stimolante, anzi ne fa l’espressione di una ben determinata idea di museo. Ma, naturalmente, potrò farmi un giudizio più chiaro dopo averlo visitato di persona e non solo attraverso foto, recensioni e simili.
    Dunque, posso dire che, nel mio caso, l’amore per Istanbul si integra e si confonde mirabilmente con le emozioni suscitate dalle opere di questo raffinato romanziere-collezionista, e dalle sue pagine intense dedicate ai suoi quartieri, fatte di tristezza, ma anche di amore e attaccamento sincero ai luoghi e alle persone, alle atmosfere, insomma a tutto ciò che trasforma la propria città in un personale “indice delle emozioni”, come egli stesso lo definisce.
    Mi sto impegnando in questi mesi nello studio della lingua turca, utilizzando da autodidatta una grammatica scaricata da internet, e cercando di procurarmi qualche buon titolo di testi con esercizi e letture. Suggerimenti al riguardo sarebbero molto graditi, anche perché devo ammettere che la cosa mi sta appassionando non poco.
    Io e mio marito torneremo a Istanbul nei giorni intorno al prossimo Capodanno, sia, naturalmente, per visitare con particolare attenzione e gusto il Museo dell’Innocenza, sia per girovagare in quartieri che conosciamo ancora superficialmente. Ci stiamo affezionando all’idea e al desiderio di poter un giorno percorrere le sue strade con la disinvoltura del cittadino residente, e non semplicemente con la curiosità del turista o dell’ospite occasionale. E devo dire che questo blog è un ottimo compagno di viaggio virtuale nella prospettiva di poter conoscere sempre meglio sia Istanbul che il resto della Turchia.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      grazie mille per la presentazione. io nei prossimi giorni dovrei vedere la nuova direttrice del museo di Pamuk: poi vedro’ di scrivere qualcosa…

      • ars ha detto:

        Sì, mi interessa molto avere notizie sull’incontro con la direttrice. Nei giorni scorsi ho avuto un breve contatto per e mail con lei, perchè ho chiesto informazioni sul bel video dedicato alla realizzazione del museo (presente su youtube da maggio a luglio scorsi), e le ho anche espresso la mia intenzione di donare al loro archivio alcune foto realizzate a Istanbul da mio marito negli anni ’70 (sono poche immagini amatoriali, ma credo di un qualche interesse). Siamo d’accordo di incontrarci per questo quando verremo a Istanbul alla fine dell’anno. Mi piacerebbe avere con lei un colloquio in cui poter approfondire certi aspetti di questa esperienza letterario-museale per me (non si era capito?) di grande interesse. Chissà se il catalogo avrà anche una versione in italiano?

        • Istanbul, Avrupa ha detto:

          mi ha parlato di una versione in inglese, ma non di una versione in italiano… ma approfondiro’ 😉

          posso chiederti in che museo hai lavorato?

          • ars ha detto:

            Il Museo delle Genti d’Abruzzo. Si trova nella parte vecchia di Pescara ed è un museo nato nel 1991 dalla fusione di due precedenti raccolte private (una archeologica ed una etnografica) sulla scorta di un progetto, nuovo per quegli anni, di documentazione sugli aspetti di continuità culturale in Abruzzo dalla preistoria alla società preindustriale della prima metà del ‘900. Finchè ho lavorato lì (cioè fino al 2000), mi sono occupata di ricerca etnografica, della catalogazione e conservazione degli oggetti, dell’allestimento di alcune sale espositive. Se avremo la possibilità di incontrarci a Istanbul, mi farà piacere darti una copia della guida-catalogo.

  14. raffaele morani ha detto:

    Ciao a tutti, in ritardo ma mi decido a presentarmi anch’io. Sono Raffaele Morani, 41 anni, laureato in Scienze Politiche, ho fatto per tanti anni l’impiegato, sono sempre stato un grande appassionato di storia, cinema e rugby. Sono stato in Turchia 2 volte, nel 2010 e 2011, ho visitato Istanbul, Ankara e l’isola di Buyukada, cercando, e riuscendo anche, di muovermi lontano dai tipici itinerari turistici, per cercare di scoprire questo Paese nella sua totalità, non solo nelle cartoline e cercando di andare oltre i luoghi comuni, visto che il primo approccio al paese è stato il libro “Cose da Turchi” di Marta Ottaviani 🙂 il mio percorso è quindi in continuo divenire. Mi sono appassionato alla storia della Turchia, alla sua cultura, alla sua cucina che ogni tanto sperimento qui in casa mia 🙂
    Credo anch’io nell’incontro delle civiltà, nei mille colori e nella Turchia Polifonica, Giuseppe ed Istanbul Avrupa sono state quindi una gradita scoperta ed un bell’incontro…. non solo telematico 🙂 Ogni tanto leggete su questo sito le recensioni dei libri che leggo, dei film che vedo, le mie esperienze di viaggio o altro (come il rugby in Turchia)…..spero di non annoiarvi troppo!!

  15. QdRosso ha detto:

    Lo sproloquio, ha assunto una fetta molto grande nella vita dell’italiota medio.
    Povero scarpone.

  16. Steppenwolf ha detto:

    Gunaiden a tutti, sono Federico e sono uno studente laureato in scienze storiche e politiche e mi sto specializzando in storia e cultura dei paesi del Mediterraneo. Sono stato sin da bambino affascinato dalla storia (è un pò una passione di famiglia) ed in particolare dall’oriente, forse proprio perchè l’oriente ha influito molto sulla storia della mia terra, la Sicilia. Ho avuto la possibilità di visitare Istanbul lo scorso ottobre e me ne sono letteralmente innamorato. Mi ha letteralmente conquistato, con la sua storia, la sua cultura, l’ospitalità ed i profumi che spesso mi facevano sentire a casa per la somiglianza con la cultura nostrana. Ho trovato persone cordiali, disponibili ed un accoglienza incredibile. Il mio desiderio più grande sarebbe quello di poter stringere ancor meglio i rapporti con questo grande paese, anche grazie il mio ambito di studi, pur sapendo delle difficoltà in merito. Mi potreste aiutare con qualche dritta in tal senso?
    Grazie

  17. enez ha detto:

    salve a tutti.sono Luciano ,enez il mio nome turco .nome conquistato con matrimonio musulmano in casa e corano tra le mani. matrimonio concluso al ristorante non per mangiare ma per ballare! io volevo mangiare ma non mi lasciavano stare ,dovevo ballare!. e va be’ mangero’ quando lo faremo in italia. infatti in italia abbiamo mangiato come da tradizione per ore e gli invitati che guardavano il film del matrimonio turco si chiedevano per non si mangiasse.” ma’ iv mai magnee? .
    quindi sono enez a volte anche efes.
    la vita turca e’ come il tempo a Istanbul che e’ uguale alla donna cioe’ cambia tre volte al giorno ,formidabile.
    tragedia e felicita’ sono butttate letteralmente sulla strada che diventa il vero spaccato del carattere turco..nella strada si convide tutto.spero che non cambi mai questa bellezza di rendere la vita viva.
    se vi piace posso continuare
    .ora pero’devo andare perché sono rientrato in italia per risolvere problemi.
    ciao a tutti.
    enez-luciano-efes

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      ciao, benvenuto.

      posso chiederti cosa intendi di preciso con ‘matrimonio musulmano’?

      • enez ha detto:

        non quello tradizionale che dura giorni.
        e’ venuto nella casa della madre di mia moglie l’imam della zona con suoi aiutanti
        era vestito per la cerimonia .c’era tutta la famiglia .mi ha dato il corano e mi ha fatto legggere e ripetere frasi. quando sbagliavo ,ovviamente, tutta la famiglia mi sillabava la pronuncia.poi ha fatto un sacco di domande alla mia futura moglie che vedevo concentrata e tesa.poi l’ imam ha scritto una frase in arabo che consacrava in matrimoni con i nostri nomi. poi abbiamo preso il te e pasta che ho comprato.da ripetere ogni anno e questa e’ l’ottava
        .ciao
        come evitare dimettere mail e nome tuttte le volte?
        sono gia iscritto

        • monchique ha detto:

          Ciao Enez, le frasi che l’Imam ti ha fatto leggere sono sostanzialmente un atto di conversione alla fede Islamica, altrimenti non si puo’ procedere nel matrimonio religioso. Lo stesso avrebbe dovuto anche rilasciare una sorta di ‘certificato’, o nuova carta d’identita’ senza valore ‘sociale’ pero’, attestante il passaggio alla fede Islamica e il nuovo nome prescelto, nel tuo caso Enez.
          Una curiosita’ del procedimento e’ l’offerta in oro che lo sposo propone alla famiglia della sposa, di cui l’Imam prende nota e di cui si fa garante. Non elegantemente la cosa sembra venire a ridursi ad una ‘fittizia’ compravendita.
          Non sono sicuro pero’ questo passaggio, oltre ad essere annotato, avviene concretamente. Sicuramente se ancora oggi questa parte dei rituale si mantiene viva, ci saranno casi in cui il ‘pagamento’ viene effettivamamente effettuato.

          Il matrimonio religioso puo’ anche essere celebrato giorni prima rispetto a cio’ che e’ invece assolutamente necessario fare per contrarre matrimonio ufficialmente, il ‘Nikah’ in turco , procedura che si svolge in comune. Alla fine di questo atto presenziato dall’ufficiale comunale delegato e che dura non piu’ di 10 minuti, i due sposi si prestano alle fotografie di rito con gli invitati che a loro volta ‘attaccano’ una medaglietta d’oro o banconote alla sciarpa in raso avvolta al collo degli sposi, appositamente per lo scopo.

          Dopodiche’ quello che Enez descrive e’ il Düğün, cioe’ la festa con danze tradizionali.
          Questa e’ generalmente a carico della famiglia dello sposo, che dipendentemente dalle capacita’ economiche, puo’ evidentemente offrire cena oppure solo rinfresco. Non e’ raro neppure vedere celebrazioni in strada, altrimenti ci si fa carico dell’affitto di ‘saloni’ appositamente pensati per ricevere anche 1000 e piu’ invitati. Tra i düğün piu’ ricercati e costosi ci sono quelli organizzati nelle tenute storiche sulle rive del Bosforo.

  18. Akhenaton ha detto:

    Sono un chirurgo che per tanti anni ha esercitato la professione esclusivamente presso strutture pubbliche. Da pochi mesi sono in pensione e ho quindi cominciato a sognare,o forse sarebbe meglio dire ,cercare di realizzare i miei sogni. Mi piacerebbe visitare la Turchia,ma non saprei proprio da dove cominciare.

  19. Akhenaton ha detto:

    Vuol dire che comincerò da Istanbul ,ma se è la città meravigliosa che penso sia,corro il rischio di non vedere il resto -)))))

  20. Flavio Lupi ha detto:

    Poco si conosce del foresto… e l’ignoranza coltivata anche (soprattutto) da una cattiva informazione continua a fomentare questa fobia verso gli altri.
    Se gli italiani si vedessero con gli occhi altrui forse la smetterebbero di credere di esser tanto diversi… 😉
    Bel sito… me lo leggo con calma.

  21. Aliai ha detto:

    Io mi trasferisco a Istanbul entro 2 mesi
    Abitero’ probabilmente nella zona Asiatica (Atasehir)
    Sono felice di essere venuta a conoscenza di Istanbul AURUPA (sito serio e molto realistico)
    I pregiudizi dimorano in chi non ha conoscienza o esperienza.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      benvenuta… e grazie!

      posso chiederti perche’ hai deciso di trasferirti a Istanbul?

      • Aliai ha detto:

        Mi sposero’ con un cittadino turco (di Istanbul appunto)
        Tutte le citta’ del mondo hanno aspetti positivi e negativi (ho vissuto negli Statii Uniti per 10 anni e anche li’ esistono situazioni a dir poco grottesche …:)
        Ho appena iniziato a studiare la lingua turca anche perche’ il mio futuro marito non conosce bene l’ inglese e la lingua la trovo molto bella
        Sono stata a Istanbul agli inizi di Settembre e di nuovo mi rechero’ li’ la prima settimana di Novembre.
        Mio marito abita a Istanbul da 25 anni ma e’ originario di Rize (la zona a nord est della Turchia)
        Desidero complimentarmi con Lei per il Suo blog in quanto lo trovo moderato, obbiettivo e stimolante per le notizie e i commenti pubblicati.
        Mi permetto di dire che la divulgazione dovrebbe avere le caratteristiche che Lei e’ riuscito a dare Istanbul Auropa.

        Grazie
        Aliai

  22. Jessica Sbarra ha detto:

    Innanzitutto complimenti per il blog, interessante,di spessore culturale,spiritoso,satirico..notevole…averlo trovato su internet quasi per caso mi fa sentire viva, viva in quanto rende il mio legame con la Turchia condivisibile e compreso da quanti come me nutrono un amore viscerale per questa terra..poter esternare questo legame rende meno pesante la mia malinconia. Mi chiamo Jessica e insegno italiano nelle scuole medie in un desolato paesino ai piedi di una montagna del Molise. La prima volta che vidi Istanbul fu dal ponte di una nave da crociera in attracco al porto…rimasi folgorata: i battelli sul Bosforo, i minareti che spiccavano austeri tra il verde, l atmosfera rarefatta, magica…fui rapita da un incantesimo di colori,suoni ..ammirai il tutto in silenzio per lungo tempo..un silenzio contemplativo che parlava. Sono tornata altre 3 volte in quella terra,l ultima a Settembre per 15 giorni in vacanza: prima tappa Istanbul, seconda tappa Antalya. Nella mia vita ho avuto l opportunità di viaggiare molto, ma non ho mai sentito di appartenere a un territorio lontano,ho visitato posti,conosciuto gente,studiato le varie culture,tradizioni ma il “senso di appartenenza” l ho sentito dentro solo quando quel giorno da quel ponte vidi Istanbul per la prima volta.Questo legame è cresciuto sempre più negli ultimi anni e lo sento ora molto forte,La preghiera del Muezzin che si diffonde nella città, le luci di sera del Corno d’Oro,il tempo che si ferma all interno delle moscheee, il profumo delle spezie, la musica,lo sguardo schivo delle donne coperte dal velo,il misticismo, la purezza, i mille volti della città che sembrano guardarti con sfaccettature sempre nuove e diverse,il rispetto per le “cose piccole” l umiltà e il calore della gente,i due continenti uniti da un ponte, le due rive che parlano di una storia antica,il crocevia di popoli,le macchine, il vocio, la gente in strada sembrano non disturbare l animo malinconico di questa città. Difficile esternare tramite parole sensazioni difficilmente descrivibili. Mi sono sentita libera, Istanbul è una città che mi rende viva e libera, libera di fare, creare,progettare,coltivare,cercare,imparare,pensare..mi rende completa. Lasciandola, mentre la guardavo dall alto di quel volo, ho sentito il peso di un amarezza che tuttora mi porto dentro, non ho più la mia dimensione. Vorrei trasferirmi e cercare lavoro come insegnante di italiano lì..spero di realizzare questo mio progetto.
    Grazie per avermi dato la possibilità di raccontarmi.

  23. Roberto ha detto:

    ciao a tutti. Sono anni che frequento la Turchia per lavoro, soprattutto nella zona di Canakkalle, dove sono stati fatti gli scavi di Troja. Da prima mi appariva come una terra distante, inavvicinabile, ma sempre viva e bella, anche se piena di contraddizioni. Poi, un giorno, come in una storia, mi sono svegliato e l ho vista con occhi diversi, curiosi. Ho iniziato a visitarla anche nelle vacanze e ho cominciato a studiare il turco, ad ascoltare la lingua anche attraverso il serbo, e il romeno (Il turco lo troviamo infatti in molte parole, serbe e romene). Le due lingue le conosco da autodidatta e ho iniziato a percepire l influenza turca che si è avuta attraverso l impero ottomanno e soprattutto l influenza sulla cucina e sulla musica. Ho iniziatoa leggere alcuni scrittori turchi e a vedere film di registi turchi, Insomma una full-immersion a livello maniacale che mi ha avvicinato a un mondo nuovo e me l ha in parte svelato. Quello che prima mi sembrava confusione e caos nel centro, poi è diventato musica di vita vera, reale una musica irrinunciabile. Il richiamo alla preghiera del muezzin o lo stridio dei gabbiani hanno quasi una connotazione famigliare.Ho coinvolto la famiglia e amici con risultati sorprendenti, tutti pazzi per la Turchia per il fermento che si respira, per la cucina per l ospitalità. Spero che l innamoramento duri a lungo e soprattutto sia reciproco, almeno fino a quando, raggiunti certi limiti di età, avrò più tempo per dedicarmi e quindi da dedicare alla Turchia. Intanto, anche grazie a Giuseppe, quest anno ho visitato due quartieri molto affascinanti, Balat e Fener e altre chicche. Grazie a tutti coloro che mi potranno segnalare luoghi, manifestazioni ,cibi, libri anche per parlare. Herkese oscakal

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